Differenza tra oro 18 carati e 24 carati

Il carato dell'oro indica quanta parte del metallo è oro puro, non quanto pesa l'oggetto. Il 24 carati è oro puro. Il 18 carati è per tre quarti oro e per un quarto altri metalli. Questa pagina spiega come la legge italiana esprime questa differenza, dove è impressa su un gioiello e perché un oggetto dorato non conta come oro.

Il carato misura la purezza

Per l'oro il carato esprime la purezza, cioè la parte di oro fino contenuta nella lega. La scala va da 0 a 24: 24 carati è oro puro, senza altri metalli.

Ogni carato vale un ventiquattresimo del totale. Un oro 18 carati contiene quindi 18 parti di oro su 24, pari al 75 per cento. Il restante 25 per cento è fatto di altri metalli, di solito argento e rame.

Due anelli dello stesso peso possono quindi contenere quantità di oro puro molto diverse, a seconda del carato.

Dai carati ai millesimi

In Italia il titolo di un oggetto in metallo prezioso si esprime in millesimi, non in carati: lo stabilisce l'articolo 3 del D.Lgs. 251/1999. Il numero indica quante parti di oro fino ci sono su mille parti di lega.

Per l'oro i titoli legali sono tre: 750, 585 e 375 millesimi. È ammesso anche qualsiasi titolo superiore al più alto, quindi un oro più puro del 750, come il 916 o il 999, è regolare. Il 24 carati corrisponde in teoria a 1000 su 1000; in pratica il titolo più puro che si incontra è il 999.

Non tutti i titoli coincidono esattamente con un numero intero di carati. Il 750 è esattamente 18 carati e il 375 esattamente 9. Il 585 nell'uso comune si chiama 14 carati, ma il 14 carati esatto sarebbe 583,3 millesimi: il titolo legale è di poco superiore.

Sui titoli legali non sono ammesse tolleranze in difetto. Per l'oro la legge fa una sola eccezione: negli oggetti fusi a cera persa con iniezione centrifuga è ammesso il titolo 753 con una tolleranza di 3 millesimi.

CaratiMillesimiOro fino
24 kt (oro puro, titolo impresso di solito 999)99999,9%
22 kt circa91691,6%
18 kt75075%
14 kt circa58558,5%
9 kt37537,5%

Perché il 24 carati non si usa per i gioielli da indossare

L'oro puro è tenero e malleabile. Un anello o un bracciale in 24 carati, con l'uso quotidiano, perde facilmente la forma e si segna.

Per questo l'oro dei gioielli si lega con altri metalli: la lega lo rende più resistente e permette colori diversi, con un titolo preciso e dichiarato.

Il conto dell'oro fino è semplice. Una catenina 18 carati da 10 grammi contiene 7,5 grammi di oro puro; lo stesso peso in 999 millesimi ne contiene 9,99. Il valore del metallo dipende dall'oro fino, non dal peso lordo.

Oro giallo, bianco e rosa: stesso titolo, lega diversa

Il colore dipende da cosa si aggiunge all'oro fino, non da quanto oro c'è. Un anello in oro bianco 750 e uno in oro giallo 750 contengono la stessa quantità di oro puro: cambia solo il restante 25 per cento.

  • Oro giallo: oro legato con argento e rame.
  • Oro bianco: oro legato con metalli bianchi come palladio o argento; di solito la superficie riceve un bagno di rodio, che la rende più dura e brillante.
  • Oro rosa: una parte maggiore di rame dà la tonalità calda.

Come si legge il punzone italiano

Gli oggetti in metallo prezioso fabbricati e messi in commercio in Italia devono essere a titolo legale e portare impressi il titolo e il marchio di identificazione (D.Lgs. 251/1999, articolo 4), su una parte principale dell'oggetto (articolo 8).

Il titolo è la cifra in millesimi, per esempio 750, racchiusa in una figura geometrica con forme e dimensioni fissate dal regolamento, il D.P.R. 150/2002. Le cifre sono incise nel metallo, non impresse a rilievo.

Il marchio di identificazione è un'impronta poligonale che contiene tre elementi:

  • la sagoma di una stella a cinque punte;
  • il numero assegnato dalla Camera di commercio all'azienda che ha fabbricato o importato l'oggetto;
  • la sigla della provincia in cui l'azienda ha la sede legale, per esempio TO per Torino.

Gioielli senza stella o senza punzone

Un gioiello prodotto e venduto legalmente in un altro Paese dell'Unione europea o dello Spazio economico europeo può non avere il marchio italiano con la stella. Deve però riportare il titolo in millesimi e il marchio di responsabilità previsto nel Paese di provenienza, oppure una punzonatura con informazioni equivalenti.

L'assenza del punzone non significa per forza che l'oggetto non sia d'oro. L'articolo 12 del D.Lgs. 251/1999 esenta dall'obbligo del marchio e del titolo, tra gli altri, gli oggetti di peso inferiore a un grammo, gli oggetti di antiquariato e gli oggetti usati in possesso delle aziende commerciali.

Se un oggetto è in parte di metallo prezioso e in parte di materiali non preziosi, titolo e marchio restano obbligatori, e sulle parti non preziose vanno sigle o scritte che le identifichino.

Il rivenditore risponde verso il compratore dell'esattezza del titolo dichiarato (articolo 16). Il punzone resta comunque un'indicazione impressa: per stabilire quanto vale un oggetto, il titolo si verifica sul metallo.

Placcato e dorato: perché non valgono come oro

Un oggetto dorato o placcato è di metallo comune ricoperto da uno strato di oro. L'articolo 15 del D.Lgs. 251/1999 vieta di imprimere su questi oggetti titoli in millesimi o in carati, o altre indicazioni che possano trarre in equivoco.

Il regolamento (D.P.R. 150/2002, articolo 36) consente di scrivere soltanto «dorato», «placcato» o «laminato» seguiti dal simbolo Au. Su questi oggetti è vietato il marchio di identificazione, e non si possono chiamare oreficeria o gioielleria.

L'oro di un oggetto dorato sta solo in superficie ed è poco rispetto al peso del pezzo. Per questo non ha il valore di un oggetto d'oro dello stesso peso: il conto in grammi di oro fino vale per gli oggetti a titolo, come il 750 o il 585.

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Domande frequenti

Un gioiello 18 carati quanto oro puro contiene?

Il 75 per cento del suo peso, cioè 750 millesimi. Il resto è una lega di altri metalli, di solito argento e rame, che dà resistenza e colore.

Il 24 carati vale di più del 18 carati?

A parità di peso sì, perché contiene più oro fino: 999 millesimi contro 750. Nei gioielli da indossare però si usa poco, perché l'oro puro è tenero e perde facilmente la forma.

L'oro bianco contiene meno oro dell'oro giallo?

No. A parità di titolo, per esempio 750, la quantità di oro fino è la stessa; cambiano solo i metalli della lega.

Cosa significa la stella nel punzone di un gioiello italiano?

Fa parte del marchio di identificazione: dentro un'impronta poligonale, la stella a cinque punte è accompagnata dal numero dell'azienda produttrice o importatrice e dalla sigla della provincia dove ha sede. Accanto si trova il titolo in millesimi, per esempio 750.

Un gioiello d'oro può non avere il punzone?

Sì. La legge esenta dall'obbligo del marchio, tra gli altri, gli oggetti sotto il grammo e quelli di antiquariato, e i gioielli di altri Paesi europei portano marchi diversi da quello italiano. In questi casi il titolo si verifica sul metallo.

Un oggetto dorato vale come oro?

No. Sotto lo strato superficiale c'è metallo comune e la legge vieta di indicarvi un titolo in millesimi o in carati: la quantità di oro è minima rispetto al peso dell'oggetto.

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