Che cosa significano 800 e 925
Il titolo di un metallo prezioso si esprime in millesimi. Un oggetto in argento 800 contiene 800 parti di argento puro su 1000; uno in argento 925 ne contiene 925. Il resto sono altri metalli in lega.
La legge italiana sui metalli preziosi, il decreto legislativo 251 del 1999, all'articolo 3 fissa per l'argento due titoli legali: 925 e 800 millesimi. È ammesso anche qualsiasi titolo superiore al più alto, quindi oltre 925. Il titolo va garantito a fusione per ogni parte dell'oggetto e sui titoli legali dell'argento non sono ammesse tolleranze in meno.
In pratica, a parità di peso, un oggetto in 925 contiene più argento di uno in 800. Su 100 grammi la differenza è di 12,5 grammi di argento puro. Nella tabella c'è anche l'835, il titolo delle 500 lire in argento, di cui si parla più avanti.
| Titolo | Percentuale di argento puro | Argento puro in 100 g |
|---|
| 800 | 80% | 80 g |
| 835 (500 lire in argento) | 83,5% | 83,5 g |
| 925 | 92,5% | 92,5 g |
Il punzone: titolo e marchio di identificazione
Gli oggetti in metallo prezioso fabbricati e venduti in Italia devono essere a titolo legale e portare impressi il titolo e il marchio di identificazione. Lo stabilisce l'articolo 4 del decreto legislativo 251/1999.
L'articolo 8 descrive i due segni. Il marchio di identificazione contiene il numero che identifica il produttore o l'importatore, assegnato dalla Camera di commercio competente, e la sigla della provincia in cui risiede. La cifra del titolo, in millesimi, è racchiusa in una figura geometrica le cui forme sono fissate dal regolamento.
Su un oggetto in argento italiano cerca quindi:
- il numero del titolo, 800 o 925, dentro una figura geometrica;
- il marchio con il numero del fabbricante e la sigla della provincia, per esempio TO, MI, AR.
Dove si trovano i segni su argenteria e oggetti
Posate, vassoi, candelieri, cornici e servizi da tè possono essere in argento 800 o in argento 925: lo dice il punzone. La legge chiede di imprimere marchio e titolo su una parte principale dell'oggetto. Se l'oggetto non si può marchiare direttamente, i segni vanno su una piastrina dello stesso metallo saldata all'oggetto. Gli oggetti fatti di più parti smontabili, non saldate tra loro, devono portare marchio e titolo su ciascuna parte, salvo le eccezioni tecniche previste dal regolamento.
Gli oggetti prodotti e venduti legalmente in altri Paesi dell'Unione europea o dello Spazio economico europeo possono essere venduti in Italia senza il marchio di identificazione dell'importatore. Devono però riportare il titolo in millesimi e il marchio di responsabilità del Paese di provenienza, oppure una punzonatura con informazioni equivalenti. Per questo sull'argenteria puoi trovare segni diversi da quelli italiani; chi vende al dettaglio questi oggetti deve esporre una tabella di comparazione.
In generale la legge vieta di inserire all'interno degli oggetti preziosi metalli non preziosi, mastice o altre sostanze. Fanno eccezione alcuni casi particolari, previsti dal regolamento, in cui l'uso o esigenze tecniche richiedono un riempimento: allora le sostanze non preziose vanno identificate, anche nella quantità. Il riempimento non è argento: nel calcolo del metallo contenuto il suo peso non si conta.
Argentato e alpacca: sembrano argento, ma non lo sono
Un oggetto argentato o placcato è fatto di un metallo comune con un rivestimento d'argento in superficie. Per la legge resta un oggetto di metallo non prezioso: l'aspetto è quello dell'argento, la sostanza no.
L'alpacca è una lega di rame, nichel e zinco, di colore dal giallognolo all'argenteo, usata per posate, candelabri e oggetti ornamentali. Non contiene argento, anche se gli somiglia.
L'articolo 15 del decreto vieta di imprimere indicazioni di titolo in millesimi o in carati, o segni che possano creare equivoci, sugli oggetti di metalli non preziosi, anche se dorati, argentati o placcati. Se un pezzo non ha il numero del titolo, non basta l'aspetto per dire che è argento: serve la verifica.
Le monete in argento: le 500 lire
Tra le monete in argento della Repubblica Italiana ci sono le 500 lire. La legge 1141 del 1957 autorizzò la Zecca a fabbricarle ed emetterle; le caratteristiche furono fissate con il decreto del Presidente della Repubblica del 4 marzo 1958: argento, titolo legale 835 millesimi con una tolleranza di 3 millesimi, peso 11 grammi, diametro 29 millimetri. È il tipo con le tre caravelle sul rovescio.
Il Ministero dell'Economia ricorda che la coniazione delle 500 lire in argento cessò nel 1967. Con un titolo di 835, ogni moneta da 11 grammi contiene circa 9,2 grammi di argento puro.
Il titolo 835 non è né 800 né 925. Sul sito ARVIMO pubblica la cifra per l'argento 800: le monete, come gli altri titoli, si valutano in negozio.
Come si calcola il valore dalla quotazione
Il riferimento internazionale per l'argento è il LBMA Silver Price, stabilito ogni giorno lavorativo a mezzogiorno, ora di Londra, ed espresso in dollari statunitensi per oncia troy. Un'oncia troy corrisponde a 31,1034768 grammi.
Il calcolo segue quattro passaggi:
- dividi la quotazione per 31,1034768 per avere il prezzo di un grammo di argento puro;
- converti il risultato da dollari in euro al cambio del giorno;
- moltiplica il peso dell'oggetto per il titolo (0,800 per l'argento 800, 0,925 per il 925) per ottenere i grammi di argento puro;
- moltiplica i grammi di argento puro per il prezzo al grammo in euro.
Un esempio e la cifra pubblicata da ARVIMO
Un esempio con numeri di comodo, non con la quotazione del giorno: un vassoio in argento 800 che pesa 500 grammi contiene 400 grammi di argento puro. Se il grammo di argento puro valesse 1,80 euro, il valore teorico del metallo sarebbe 720 euro. Lo stesso peso in 925 conterrebbe 462,5 grammi di argento puro.
Questo è il valore teorico del metallo contenuto. Nel riquadro della quotazione, in cima a questa pagina, ARVIMO pubblica la cifra che paga oggi per l'argento 800. L'argento 925, le monete e gli altri titoli si valutano in negozio.
Il valore definitivo si conferma dopo la pesatura su bilancia a vista e la verifica del titolo con strumenti professionali, fatte davanti a te: i passaggi sono descritti in come funziona la valutazione. La valutazione è gratuita e non ti obbliga a vendere. Puoi portare la tua argenteria a Pianezza dal lunedì al sabato o ad Alpignano dal martedì al sabato, meglio su appuntamento, oppure chiedere una valutazione.