Cosa portare con te
In negozio ti chiediamo due cose: un documento d'identità valido e il codice fiscale. Chi vende deve essere maggiorenne.
Il documento non è una nostra formalità. L'articolo 4 del decreto sul compro oro impone di identificare ogni cliente prima dell'operazione, con le modalità dell'antiriciclaggio. L'articolo 19 del D.Lgs. 231/2007 le descrive così: si raccolgono i tuoi dati dopo che hai mostrato un documento d'identità in corso di validità, o un documento di riconoscimento equivalente, e se ne tiene una copia su carta o in formato elettronico.
Porta il documento in originale e controlla che non sia scaduto: la legge chiede un documento in corso di validità.
- Carta d'identità, passaporto o altro documento di riconoscimento valido, in originale
- Codice fiscale
- Gli oggetti da valutare, anche rotti o spaiati
Chi può fare compro oro
Il D.Lgs. 92/2017 riserva l'attività agli operatori iscritti nel registro degli operatori compro oro tenuto dall'OAM (art. 3). Per iscriversi serve la licenza per l'attività in materia di oggetti preziosi dell'articolo 127 del Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza (regio decreto 18 giugno 1931, n. 773).
Fare compro oro senza iscrizione è un reato: l'articolo 8 prevede la reclusione da sei mesi a quattro anni e la multa da 2.000 a 10.000 euro. Nei chiarimenti del 4 luglio 2017 il Ministero dell'economia ha precisato che devono iscriversi anche i titolari di gioiellerie che comprano o permutano preziosi usati.
Lo scopo delle regole è scritto nell'articolo 2: rendere tracciabile la compravendita e la permuta di oggetti preziosi usati, e impedire che questo mercato serva a riciclare denaro o a reimpiegare proventi illeciti. Documento, scheda, fotografie e pagamento tracciabile servono tutti a questo.
ARVIMO è iscritta al registro OAM con il numero OCO1085. Il registro è pubblico (art. 1): prima di vendere, chiedi all'operatore il suo numero di iscrizione e controllalo.
L'identificazione: quali dati vengono raccolti
L'articolo 4 stabilisce che l'identificazione avvenga prima dell'operazione. L'articolo 1 elenca i dati identificativi che l'operatore deve registrare.
| Dato | Cosa significa in pratica |
|---|
| Nome e cognome | Come riportati sul documento |
| Luogo e data di nascita | Dal documento d'identità |
| Residenza anagrafica | E il domicilio, se diverso dalla residenza |
| Estremi del documento | I riferimenti del documento che hai mostrato |
| Codice fiscale | Quando assegnato |
La scheda dell'operazione e la ricevuta
Per ogni acquisto l'operatore compila una scheda numerata progressivamente (art. 5, comma 2). Non la decide il negozio: il contenuto lo fissa la legge.
A operazione conclusa l'operatore ti rilascia una ricevuta riepilogativa delle informazioni raccolte nella scheda (art. 5, comma 3). Conservala: è la traccia della tua vendita.
- I tuoi dati identificativi e, per le operazioni da 500 euro in su pagate senza contanti, gli estremi della transazione
- Una breve descrizione dell'oggetto, della sua natura e delle sue qualità
- La quotazione dell'oro e dei metalli preziosi contenuti nell'oggetto al momento dell'operazione, presa da una fonte affidabile e indipendente, con la valutazione dell'oggetto
- Due fotografie digitali dell'oggetto, scattate da prospettive diverse
- Data e ora dell'operazione
- L'importo pagato e il mezzo di pagamento usato
- In seguito, dove va l'oggetto: a un altro operatore o cliente, a un operatore professionale in oro oppure a una fonderia o a un'azienda che recupera metalli preziosi
Il pagamento: le regole dai 500 euro in su
Per l'articolo 4, comma 2, le operazioni da 500 euro in su si pagano con mezzi diversi dal contante, che le rendono tracciabili e riconducibili senza dubbi a chi paga. Le FAQ del Ministero dell'economia precisano che si può versare in contanti fino a 499,99 euro e il resto con un mezzo tracciabile, come un assegno o una carta. Il modo di pagamento va annotato nella scheda.
La regola vale anche se la vendita viene divisa in più operazioni. Il decreto considera frazionata un'operazione unica spezzata in parti più piccole nell'arco di sette giorni, e anche oltre se ci sono elementi per ritenerla tale (art. 1). Per il Ministero conta come frazionamento anche il pagamento in più rate in contanti, ciascuna sotto la soglia.
L'articolo 5, comma 1, obbliga inoltre l'operatore a usare un conto corrente dedicato solo ai pagamenti del compro oro, bancario o postale.
ARVIMO paga sempre con bonifico bancario istantaneo, qualunque sia l'importo. È una nostra scelta: la trovi spiegata nella guida contanti o bonifico.
Conservazione dei dati e controlli
L'operatore conserva i dati dell'identificazione, le schede e la copia delle ricevute per dieci anni (art. 6). Deve usare sistemi che tengano i dati completi e non modificabili, li rendano subito disponibili alle autorità e rispettino le norme sulla protezione dei dati personali.
Lo stesso articolo 6 ricorda un obbligo che riguarda il negozio, non chi vende: per l'articolo 128 del Testo unico di pubblica sicurezza, chi ha comprato oggetti preziosi usati non può modificarli o rivenderli prima di dieci giorni dall'acquisto.
Il controllo sul rispetto del decreto spetta alla Guardia di finanza, che secondo il Ministero dell'economia accerta e contesta le violazioni in via esclusiva (art. 11, comma 3); restano fermi i poteri degli ufficiali e agenti di pubblica sicurezza. Le sanzioni le irroga il Ministero dell'economia tramite le Ragionerie territoriali dello Stato (art. 11, comma 1). Chi non identifica il cliente o non conserva i dati rischia una sanzione da 1.000 a 10.000 euro (art. 10). L'operatore deve inoltre segnalare le operazioni sospette all'Unità di informazione finanziaria (art. 7).
Oggetti di famiglia e casi particolari
Spesso si portano in negozio gioielli ricevuti in eredità o appartenuti a un familiare. Il decreto non ha regole specifiche per questi casi: chiede di identificare il cliente, cioè chi cede gli oggetti. Dati, scheda e ricevuta riguardano quindi la persona che vende in negozio.
Se devi vendere oggetti di un familiare e hai un dubbio, chiedi prima di venire: chiamaci allo 011 9674780 o scrivici su WhatsApp allo 011 9662304.
Per sapere come si svolge la visita, leggi come funziona la valutazione. Quando sei pronto, porta i tuoi oggetti a Pianezza o ad Alpignano: pesatura e verifica del titolo si fanno davanti a te, e la valutazione è gratuita e senza obbligo di vendere.